
Caro Segretario,
grazie per il tuo tempestivo intervento "sull'infanzia negata ai fanciullli-scolari di Montecchio Maggiore". Ho voluto già ieri mettermi in contatto sia con la Caritas Diocesana che aveva già provveduto in merito sia con l'amico Luciano Chiese, marito della prof. Lucantoni. La sindachessa può difendersi come vuole, ora, ma di fatto, la delibera portava questa dicitura: "un pezzo di pane"....
La prima cittadina e l'assessore preposto non conoscono certo nè la Carta dei diritti dell'infanzia siglata dall'ONU e normata da una convenzione internazionale né come affrontare le emergenze. Si poteva ricorrere alla Croce Rossa, Caritas, anche alla propria indennità di carica... e poi si procede con gli accertamenti. La ditta Ramonda già ieri sera si era fatta premura di coprire la spesa. Chissà se la Sindachessa é anche a conoscenza della legge 281/91 che obbliga il suo comune ad assicurare accoglienza, veterinario, sicurezza e mantenimento.... dei cani randagi!
Quanta arroganza: oggi ha affermato sprezzante di non aver bisogno della Caritas; nel mentre ha confermato la sua attenzione a queste famiglie, purchè si presentino...Quanta ipocrisia!
In questi giorni ho parlato con la gente di qui del fatto, avvertendo che si trattava anche di bimbi italiani. Gente che va assiduamente in chiesa era entusiasta dell'iniziativa leghista perché finalmente mangia chi ne ha e gli altri s'arrangino!
Povera, piccola chiesa mia. Ecco la Lega cosa é veramente. Ha fomentato l'odio l'un verso l'altro e quel "Roma Ladrona" ha nazificato il popolo bue al quale basta parlare perché capisca.
Elisabetta, Sarego
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